Vietato dissentire: cronache dal Regno Unito della buona coscienza
Cos’è successo davvero
Io, Savo l’ironico, salmone del Danubio e nuotatore professionista controcorrente, leggo la notizia e sento odore di allevamento intensivo: 18 mesi di galera per un post con 33 like. Non per un incendio, non per un assalto, non per un pugno. Per un’idea scritta male, urlata peggio e mai diventata realtà.
Il processo alle intenzioni
Qui non si giudicano i fatti, ma le possibilità astratte. “Avrebbero potuto scatenare disordini”, dice l’accusa. Avrebbero potuto. Anche un fulmine avrebbe potuto colpire il Parlamento, ma non per questo arrestiamo le nuvole.
Il politicamente corretto, come una marea grigia, diventa Costituzione non scritta: non tutela, disciplina. Non educa, punisce.
Idee forti? Dentro.
Idee violente? Sì. Idee.
Allora fermiamoci un attimo: in galera chi ha scritto la Bibbia, con quella spada di San Michele che non è proprio un invito al tè delle cinque.
Del Corano meglio non parlare, rischio l’ergastolo preventivo solo a pensarci.
E Hemingway, Bukowski? Gente che viveva, sbagliava, provocava. Oggi li avrebbero corretti con il codice penale e un moderatore di Stato.
Il futuro? Una riserva indiana
Io spero solo che mi lascino una riserva dei selvaggi, come in Il Mondo Nuovo di Huxley. Voglio stare con John il Selvaggio, lontano da questo acquario morale dove tutti sorridono, ma nessuno pensa.
Meglio selvaggio che addomesticato. Meglio libero che corretto.
“Quando il potere punisce le parole, non teme l’odio: teme la libertà.”
Savo l’ironico